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Trasferire l’Azienda all’Estero e Mettere il Turbo al Fatturato

In questo report capirai perché hai la sensazione di lavorare a vuoto e come fare per mettere il turbo al fatturato della tua azienda trasferendola all’estero.

Hai un’aziendina che fattura molto bene e ogni giorno ti svegli carico e pronto ad affrontare una nuova giornata di lavoro. La vita non ti ha dato nulla, ogni cosa che hai te la sei presa con i denti e con una forza di volontà da leone affamato!

E infatti ce l’hai fatta, l’azienda funziona bene, fattura decentemente, i clienti arrivano più o meno costantemente. I fornitori a volte ti combinano dei brutti guai, ma ne esci sempre a testa alta e porti a casa la pagnotta. Tutto funziona bene, niente è fuori posto.

Possiamo proprio dire che ce l’hai fatta e che dovresti sentirti soddisfatto! Non hai nemmeno bisogno di continuare la lettura.

Aspetta un secondo!

C’è ancora qualcosa che ancora non va! Hai notato che nonostante i tuoi enormi sforzi, nonostante l’enorme impegno, le grandi capacità e l’inventiva che ci metti nell’azienda le cose stanno sostanzialmente ferme?

Sono sicuro che hai notato che lavori sostanzialmente a vuoto.

Aspetti sempre che arrivi il momento che l’azienda faccia il salto di qualità che la porti al livello successivo, ma questo momento non arriva mai. Sei sempre alla ricerca di nuovi clienti perché alla fine i soldi non bastano mai. Come è possibile che nonostante i tuoi sforzi, nonostante l’afflusso di clienti, nonostante la credibilità che ti sei costruito devi correre sempre dietro al fatturato?

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E’ colpa della crisi? Probabilmente, in parte, è anche colpa della crisi, ma io andrei a cercare la causa in qualcosa di più vicino, di più immediato. Hai notato che ogni volta che prendi un clienti devi decurtare quasi il 50% del pagamento per darlo allo Stato?

Non è abbastanza grave questa cosa secondo te?

Secondo le stime dell’ordine dei commercialisti se sei un imprenditore o un professionista ti resta in tasca solo il 37% del reddito lordo di un anno di fatturato. Quindi in pratica tu lavori per lo Stato fino a settembre. Solo da settembre puoi finalmente lavorare per te stesso.

Ti sembra abbastanza giusta questa cosa? Forse è proprio questo l’ostacolo che impedisce alla tua azienda di passare al livello di successivo e di mettere a profitto gli enormi asset che hai costruito negli anni.

Per ora è come se stessi praticamente lavorando a vuoto, girando a vuoto in una gabbia. Per lo Stato tu sei un criceto da compagnia, con la differenza che non è lui a dare da mangiare a te, ma sei tu che procuri da mangiare ai politici e ai burocrati di Stato.

Tra ambasciatori, politici, magistrati e burocrati di Stato la maggioranza delle risorse statali sono depauperate per permettere a costoro di mantenere un alto tenore di vita. E devono ringraziare solo te, il loro criceto da compagnia.

Come mettere il Turbo al fatturato: vai all’Estero

Molti imprenditori che si sono rivolti a Soluzione Zeta oggi sono soddisfatti della loro scelta. Oggi costoro vivono felici con un incremento della loro capacità di spesa del anche del 75%, hanno accesso a servizi migliori e più economici. Ma la cosa più importante è che la loro azienda è finalmente decollata!

Immaginati la scena: hai spostato all’estero la tua azienda e non paghi più le imposte italiane, ma tasse decisamente più basse. Che cosa succede a questo punto?

Finalmente i clienti non sono più spaventati da un’IVA al 23% (Hai notato che scappano a gambe levate quando in Italia gli fai il prezzo in IVA?). Quando vieni saldato l’85% dell’incasso è destinato unicamente alle tue tasche, come è giusto.

Per la prima volta nella tua vita potrai metterti in tasca l’85% dell’incasso. La fatica per prendere il cliente l’hai fatta tu, non l’ha fatta l’onorevole Pinco Pallino.

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Sto dicendo stupidaggini?

Hai notato che tutti i nuovi imprenditori italiani più di successo sono residenti all’estero insieme alla loro azienda? Questa non è una conseguenza del loro successo, è piuttosto una concausa del loro successo.

Infatti quando l’azienda sta cominciando a macinare fatturato inizia il momento critico che porta l’imprenditore in uno stato di crisi perché nota che le cose si stanno mettendo bene, ma al contempo non vede risultati consistenti.

E’ come se vedesse la fine del tunnel senza però raggiungerlo mai.

Questa sensazione io la chiamo la “ruota fiscale del criceto” perché è alla base del sistema di tassazione italiano. Infatti più il fatturato cresce più si entra nel sistema progressivo che porta l’imprenditore a essere più povero.

Mi spiego meglio!

Quello che voglio dire è che in Italia, e in tutti i paesi con sistema progressivo della tassazione, alla crescita del valore degli asset diminuisce la ricchezza marginale prodotta per ogni singolo asset.

Questo principio è all’opposto del capitalismo. Secondo il capitalismo infatti un’impresa costruisce i suoi asset. Nel tempo tali assets generano profitto marginale crescente. Si veda la Apple che ha il suo asset più importante nel brand e nei brevetti. Questi asset negli ultimi anni sono cresciuti enormemente in valore.

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Ebbene se la Apple fosse localizzata in Italia, o in paesi che applicano la progressività della tassazione, la crescita del valore degli asset corrisponderebbe ad un maggiore prelievo fiscale. Quindi al crescere del valore degli asset si ridurrebbe il profitto marginale prodotto da ogni singolo asset.

Se ci pensi bene questo principio è in contraddizione con il capitalismo. Ti ricordo che il capitalismo è quel sistema sociale ed economico che ha fatto avanzare il mondo dal punto di vista sociale e tecnologico come non si era mai visto prima.

Ecco perché gli imprenditori italiani più accorti hanno deciso di trasferire l’azienda all’estero per godere di sistemi di tassazione più equi.

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L’ESPERTO: LUCA TAGLIALATELA
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