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Stati Uniti: La Truffa del FATCA e il Mito del Delaware

In questo report ti spiego in cosa consiste la truffa del FATCA e perché il Delaware è il paradiso fiscale più sicuro al mondo

delaware fatca

Nel report “Come hanno fatto gli USA a diventare l’unico paradiso fiscale” ho già spiegato in cosa consiste la truffa del FATCA. Si tratta di un trattato che favorisce unicamente gli Stati Uniti a discapito degli altri contraenti. Grazie al FATCA gli USA proteggono gli evasori fiscali di tutto il mondo, mentre gli altri paesi aderenti sono costretti a fornire al governo americano tutte le informazioni fiscali e finanziarie sui cittadini americani con asset e depositi all’estero.

Ma non è finita qui. Mentre gli USA sviluppavano il FATCA, un gruppo di paesi promuovevano un altro protocollo basato sulla reciprocità tra gli Stati. Mi riferisco al Common Reporting Standards (CRS). Sebbene sia simile al FATCA è molto più adatto ad un ambiente multilaterale perché mette tutti i suoi membri sullo stesso piano.

Ma gli Stati Uniti avendo promosso il FATCA non hanno aderito all’iniziativa del CRS mutilandola definitivamente. Infatti, come riportato dal Financial Secrecy Index, gli USA sostengono che esiste già uno strumento valido per contrastare l’evasione, ed è proprio il FATCA.

Eppure sappiamo che il FATCA serve solo per gli interessi specifici degli USA. All’interno del sistema FATCA gli USA raccolgono informazioni sugli asset e sui depositi di cittadini stranieri ma non scambiano la totalità di questi dati con le amministrazioni fiscali straniere.

[amazon_link asins=’1983562858′ template=’ProductAd’ store=’fotiam-21′ marketplace=’IT’ link_id=’d7316671-0a6a-11e8-b91c-53f9f669b596′]Per esempio le banche tedesche devono fornire al governo americano tutte le informazioni relative a cittadini americani che hanno un deposito presso le proprie sedi. Ma le banche americane non sono tenute a trasferire al governo tedesco tutte le informazioni relative a persone fisiche tedesche che hanno un deposito presso le banche USA (ad esempio il saldo dei conti correnti non viene comunicato).

Ecco cosa intendo per asimmetria delle informazioni. Gli evasori fiscali tedeschi, italiani, francesi, ecc. sono paradosalmente protetti dal governo americano.

Gli USA l’hanno fatta in barba a tutti.

In parole povere il FATCA è uno strumento unilaterale che non ha alcun interesse, per come è progettato, a smantellare il ruolo degli USA come paradiso fiscale. Senza uno strumento fondato su una reale reciprocità è difficile mettere in piedi un meccanismo veramente efficace contro l’evasione fiscale

Gli Europei ci stavano provando a creare uno strumento multilaterale, ma il progetto è rimasto mutilato proprio a causa degli Stati Uniti.

Il Delaware: Paradiso Fiscale Protetto dal FATCA

Per comprendere meglio lo scenario nel quale il mondo finanziario e imprenditoriale è piombato si deve parlare anche delle legislazioni dei singoli Stati americani. Queste legislazioni devono essere intese come fortezze supplementari, ancora più difficili da smantellare. Le norme relative alla formazione di compagnie dipendono infatti dalle leggi statali, non da quelle federali.

Alcuni Stati americani si sono quindi impegnati in una gara a chi realizza la corazza più efficace contro i tentativi di sfondamento delle amministrazioni fiscali di tutto il mondo. Stati come il Delaware, il Wyoming e il Nevada oggi guidano la classifica dei paesi con la legislazione meno trasparente in assoluto.

Per chi non fosse pratico di “secrecy jurisdiction” basti sapere che il sistema è sempre lo stesso a quello che vigeva nei paesi tropicali 10 anni fa (Cayman, Bermuda, Virgin Islands….). Solo che adesso grazie al FATCA questi hanno chiuso baracca e oggi questi servizi li offrono direttamente gli Stati Uniti.

E’ facile creare una società nel Delaware?

Come si svolge la procedura? Apri una compagnia nel Delaware ma il nome del vero proprietario della società non è reso pubblico. Qualsiasi amministrazione fiscale non riuscirà mai a risalire al vero proprietario di una società. Per rendere la struttura ancora più sicura il proprietario della compagnia in questione può essere un’altra società fittizia.

Questo sistema è molto attraente, infatti quasi la metà delle aziende americane quotate in borsa risiede nel Delaware. Il Delaware possiede più aziende che persone fisiche (945.326 aziende contro 897.934 persone).

Non è complicato creare un’azienda nel Delaware. Le shell companies (società fittizie) senza impiegati, senza asset e senza un business reale possono essere costituite facilmente. Persino Viktor Bout, venditore di armi conosciuto come il “mercante di morte”, utilizza due shell companies del Delaware.

Jack Abramoff, un ex lobbista di Washington recentemente arrestato per corruzione ha creato delle shell companies nel Delaware per nascondere i milioni accumulati negli anni. Il famoso contrabbandiere di sigarette serbo Subotic usava 3 aeroplani registrati nel Delaware.

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La Organized Crime and Corruption Reporting Project ha identificato molti europei dell’Est che hanno legami con una società nel Delaware. E’ alquanto popolare in Est europa avere una società “contenitore” negli USA. Tra questi c’è anche il consulente rumeno Laszlo Kiss, autore del libro “United States, Tax Heaven — Uncle Sam Will Fight Your Taxes!”. Anche lui sembra avere dei problemi con la giustizia rumena per aver aiutato i suoi clienti a “lavare” 10$ milioni attraverso società fittizie americane.

Secondo David Finzer, amministratore delegato di Capital Conservator, il Delaware è praticamente lo Stato che richiede il numero minore di informazioni al momento dell’apertura dell’azienda, quasi nessuna.

Più del 50% delle più importanti aziende mondiali sono registrate nel Delaware perché fornisce l’anonimato che la maggioranza delle altre giurisdizioni offshore non offre più, a causa del FATCA e del CRS.

A quanto pare è molto facile creare una LLC per nascondere il proprio denaro o peggio “lavare” denaro sporco. Lo ha dimostrato un giornalista (Ken Silverstein) che senza nemmeno consegnare la propria carta d’identità, in 15 minuti ha creato una società nel Delaware…… tramite solo una telefonata!!!!

Come se non bastasse alla compagnia ha dato il nome di “Medellin Cartel” cercando di destare qualche sospetto nei confronti dell’annoiato impiegato che doveva compilare la pratica di apertura.

Ma, suo malgrado, nessuno ha fatto domande. Il suo nome non appariva da nessuna parte. Nessuno avrebbe potuto risalire a lui indagando sulla società appena creata.

 

L’opposizione all’interno della società americana

Ma non mancano, nella società americana, persone che si sono impegnate per combattere questa situazione. Il senatore democratico del Michigan Carl Levin ha cercato di far passare una legge che obbligasse gli Stati a raccogliere più informazioni per aprire una società.

L’obiettivo era fare in modo che gli Stati raccogliessero il nome del proprietario per individuare almeno il beneficiario di una società. Per rendere più accettabile questa legge vennero escluse le società quotate, gli hedge funds, altre grandi società e le società a gestione familiare, i cui proprietari sarebbero stati evidenti. Tale proposta di legge fu anche sostenuta da Obama, quando era ancora senatore, ma è stata respinta più volte senza nemmeno uscire dalla Commissione parlamentare.

Eppure queste società fittizie vengono usate anche da organizzazioni terroristiche, come ha dichiarato Dennis Lormel (agente FBI della sezione Terrorist Financing Operations). Anche le organizzazioni terroristiche, come le aziende necessitano di un accesso al sistema bancario internazionale per fare e ricevere pagamenti. Le aziende americane nel Delaware sono lo strumento migliore e più efficace per svolgere operazioni di terrorismo internazionale.

Negli USA, oltre al senatore Levin, ci sono alcuni gruppi che vorrebbero abbattere questo sistema, ma ci sono anche potenti gruppi che lo difendono a denti stretti. Ormai ci sono troppi interessi in gioco. E’ più facile difendere lo status quo che modificarlo.

E’ veramente difficile abbattere questo sistema tanto più che l’attuale situazione internazionale è particolarmente favorevole agli USA. Infatti il CRS (scambio automatico di informazioni) e la diffusione del FATCA ha aperto nuovi scenari inediti. Oggi gli USA sono il luogo più sicuro dove nascondere il proprio denaro.

Si possono mettere in piedi macchinette al 100% sicure in barba alle amministrazioni fiscali europee e cinesi. Perfino di fronte agli attentati terroristici e al raptus islamico non si è riuscito ad abbattere questo fenomeno. Gli Stati sono complici poiché traggono un grande guadagno dalla registrazione delle compagnie.

Alternativa a Panama

Nessuno si è chiesto come mai sullo scandalo dei Panama papers sono apparsi solamente i nomi di 200 americani. Un numero minuscolo rispetto ai cinesi, gli svizzeri e gli inglesi.

Come mai? Eppure Panama è situata poco sotto gli Stati Uniti.

Il motivo è semplice: è fin troppo facile creare una società fittizia negli USA che nasconda denaro e identità. Non c’è bisogno di andare a Panama per farlo.

Shruti Shah, il vicepresidente delle operazioni presso la Transparency Organization, ha infatti affermato: ”Non devi andare per forza a Panama, non ci sono solo loro che permettono a funzionari corrotti e ai criminali di riciclare il loro denaro. Puoi farlo in un qualsiasi Stato americano. In ogni Stato americano puoi incorporare una LLC (Limited Liability Company) e non hai necessità di dire chi è il beneficiario di tale azienda.

Ad essere sinceri gli Stati Uniti sono anche una soluzione più efficace di Panama se si parla in termini di segretezza. Infatti mentre Panama è al decimo posto nella classifica del Financial Secrecy Index, gli Stati Uniti sono al terzo posto dopo Svizzera e Hong Kong.

Mentre il resto dei paradisi fiscali è costretta a firmare trattati per lo scambio di informazioni, gli Stati americani creano allegramente società fantasma e riciclano denaro di trafficanti di cocaina e terroristi islamici. Mentre nelle isole tropicali la festa è praticamente finita (non possono più fare società anonime), negli Stati americani la festa è appena cominciata.

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L’ESPERTO: LUCA TAGLIALATELA
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