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La Bufala di Scaricare le Spese Personali per Ridurre le Tasse

In questo report ti spiego perché scaricare le spese personali per risparmiare sulle tasse non è possibile. Inoltre capirai perché tutti coloro che affermano che puoi restare in Italia e pagare poche tasse ti stanno prendendo in giro.

scaricare spese tasse

Ci sono diversi consulenti in Italia che propongono di restare in Italia e risparmiare sulle tasse applicando alcuni trucchi e segreti fiscali che solo in pochi conoscono (es. scaricare le spese personali), pochi eletti che conoscerebbero il sistema fiscale italiano meglio di chiunque altro.

Questi consulenti ritengono che se conosci perfettamente il sistema fiscale puoi arginarlo facilmente facendo leva su questo o su quel principio generale, come appunto sul principio dell’inerenza dei costi, ossia quel principio generale del sistema fiscale il quale ti dice quando puoi o non puoi scaricare una determinata spesa che sostieni per il tuo business (o per cose tue private).

Io non metto in dubbio la bravura e l’esperienza di questi consulenti che avranno titoli e titoletti a comprovare la loro bravura ed esperienza, senza dubbio.

Quello che io sostengo è una concetto molto semplice: i conti li devi fare con l’oste e non per i fatti tuoi mentre l’oste è andato fuori a fumare … L’oste in questo caso è il Fisco il quale conosce esattamente tutte le manipolazioni e trucchetti che puoi anche solo pensare di fare in merito al principio dell’inerenza dei costi.

Non dimenticare che il fisco si occupa di questioni come la tua da sempre, è praticamente un mostro in materia di inerenza perché ha a che fare con furbi e meno furbi da tutta la vita.

Torniamo all’inerenza ed alla deducibilità dei costi legati al tuo business.

La prima cosa da sapere è che non esistono trucchi o segreti per scaricare tutto quello che vuoi o fare tutto quello che vorresti fare in materia fiscale. Tuttavia, esistono principi generali, leggi e orientamenti di giurisprudenza e prassi da conoscere per agire consapevoli. Io li riassumerò tutti per te in quest’articolo.

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Sostenere che il principio di inerenza sia bianco o nero è a dir poco irragionevole. E’ da ingenui credere di poter “giocare” sull’inerenza delle spese sostenute per aumentare i costi deducibili ed arrivare a pagare meno tasse. Sono trucchi che andavano bene negli anni ‘80 quando non esisteva nemmeno il “digitale”. Oggi rischi solo sanzioni tremende.

Ricorda: non si tratta di un gioco e l’Agenzia delle Entrate quando ti verrà a controllare non farà molta attenzione a quello che hai da “dire” o a quello che hai letto da qualche parte, ma ti chiederà che prove hai da utilizzare a dimostrazione delle tue scelte aziendali. Ti chiederà perché hai tentato di scaricare le tue spese personali per non pagare le tasse.

Alcuni consulenti credono che si possano scaricare interamente e senza conseguenze i seguenti costi:

  • Gli abiti di lavoro se si è dei professionisti (ad esempio quegli stessi abiti che poi indossi per andare a feste e matrimoni)
  • I costi dell’auto che utilizzi anche per accompagnare i bambini a scuola la mattina
  • Addirittura c’è chi crede che si possano “camuffare” le spese di rappresentanza da spese di sponsorizzazione per arrivare a dedurle al 100%.
  • O anche chi vuole scaricare al 100% i costi per traffico cellulare che usa per chiamare la mamma o la moglie ogni giorno
[amazon_link asins=’1983562858′ template=’ProductAd’ store=’fotiam-21′ marketplace=’IT’ link_id=’d86737da-0a73-11e8-8b4a-352d122ff0e0′]Te lo ripeto un’altra volta: il Fisco non è uno stolto. E comunque, anche se lo fosse, potrebbe in ogni caso contestarti qualsiasi cosa dato che ne ha il potere, a prescindere. Pertanto, apri bene gli occhi e leggi qui di seguito.

Ti dirò tutto quello che devi sapere sul cosiddetto principio di “inerenza” e cioè tutto quello che devi sapere per “scaricare” le spese del tuo business in serenità. Ma ti spiegherò anche perché il Fisco non è fesso. E’ inutile che cerchi altrove le risposte che cercavi. E’ tutto qui, nero su bianco.

I requisiti di legge

I costi sostenuti da un’impresa o da una ditta individuale, per essere deducibili ai fini reddituali, devono possedere i seguenti requisiti:

  1. Competenza.  La Cassazione con la sentenza n. 15981 del 14.11.02 ha confermato che per scaricare i costi è necessaria la presenza di fatti certi e precisi riscontrabili preferibilmente in una contabilità regolarmente tenuta, con cui si possa dimostrare che alla fine dell’esercizio di competenza sussistano i requisiti di certezza e/o oggettiva determinabilità.
  1. Oggettiva determinabilità. Quanto all’ammontare delle spese sostenute, queste devono essere “oggettivamente quantificabili” (es. Una prestazione di servizi di un professionista ingente e senza giustificazione nel mercato non sarà di per sé oggettivamente determinabile e quindi non è deducibile).
  1. Inerenza all’attività dell’impresa. La Cassazione con la sentenza n. 10062/2000 ha affermato che la deducibilità dei costi sostenuti è condizionata dall’inerenza degli stessi costi all’attività dell’impresa e non specificatamente ai ricavi. E’ quindi possibile scaricare dal reddito d’impresa anche costi che non sono correlati specificamente ai ricavi, ma riferiti al più ampio concetto di attività esercitata.

Ora, il problema è che non può essere precluso all’Amministrazione finanziaria il diritto-dovere di effettuare sindacati di merito in ordine alla congruità dei costi ed oneri sostenuti dall’impresa diretti a verificare la «coerenza» degli stessi all’attività dell’impresa. O, quantomeno, si tratta di una possibilità che non può essere esclusa in ambito di accertamento.

Di fatto cioè il Fisco è autorizzato a mettere il becco nei tuoi affari e decidere:

  • Cosa è o non è inerente (es. Abbigliamento, autovettura, spese di rappresentanza, ecc.)
  • Se quanto hai speso in relazione ad una determinata voce di costo è troppo oppure puo’ andare bene

Non ci sono santi. Ne’ segreti, ne’ trucchi.

Scaricare Legalmente le Spese per Risparmiare sulle Tasse: l’Unica Soluzione

Da un punto di vista operativo, riguardo i modi per provare l’inerenza di una spesa, indicazioni importanti si trovano nella sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 158/8/05 del 29.7.2005

C’è solo una cosa che puoi fare tu per provare la tua ragione: documentare tutto con intelligenza. Gli elementi richiesti per dimostrare l’effettività e l’inerenza dei costi sono:

  • Regolare fatturazione da parte della società emittente e regolare contabilizzazione da parte della società ricevente dei costi in questione, con specifica indicazione in fattura dei riferimenti del contratto (o del conferimento di incarico, della corrispondenza etc.) e delle attività svolte in esecuzione di esso.
  • l’esistenza di un contratto in forma scritta il quale descriva la tipologia di servizi da rendere e relative modalità di effettuazione (es. Un servizio di telefonia, il noleggio di attrezzature, un leasing, la consulenza di un professionista. Va da sé che quando acquisti un oggetto – come nel caso dell’abbigliamento – non ci sarà nessun contratto scritto … onde per cui la cosa si fa sa subiot più complicata).
  • L’esistenza di conferimenti d’incarico, corrispondenza e ogni altra documentazione comprovante in maniera oggettiva il rapporto, nonché risultanze materiali in cui la prestazione di servizio si è in concreto realizzata (questo vale naturalmente soprattutto ogni qualvolta decidete di acquistare la consulenza di un professionista o stipulate un contratto come quello di sponsorizzazione).
  • Presenza di documentazione contabile atta a dimostrare l’entità dei costi sostenuti

Inoltre, si ricorda che ogni fattura, debitamente quietanzata, deve contenere:

  1. gli elementi di individuazione dei soggetti tra cui è intercorsa;
  2. indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi oggetto dell’operazione;
  3. i relativi corrispettivi;
  4. la data dell’operazione

Onere della Prova d’Ufficio

Si ricorda infine che è pur sempre onere dell’ Amministrazione finanziaria provare i fatti costitutivi a fondamento della pretesa avanzata con l’atto impositivo.

Ciò vuol dire che, a seguito di eventuale accertamento:

  • la contestazione deve essere puntuale, analitica, specifica. Non è pertanto lecito per gli uffici considerare indeducibili intere voci di costo senza aver mai chiesto alcuna documentazione o spiegazione a riguardo;
  • l’Ufficio dovrà dare conto degli elementi di conoscenza e di giustificazione della pretesa sulle quali la rettifica si fonda (ex art. 7 L. n. 212/2000) e sulla sussistenza dei requisiti di gravità precisione e concordanza delle presunzioni (art. 2729 c.c.) sulle quali si basa la sua contestazione;
  • l’ Amministrazione finanziaria ha sempre il dovere di eseguire una diligente istruttoria e di garantire la partecipazione del contribuente allo scopo di accertare la ricchezza effettiva, ergo la sua capacità contributiva ex art 53 cost.

L’Ufficio “dovrebbe essere tenuto” altresì a prendere in considerazione i seguenti aspetti valutativi nelle sue motivazioni:

  • Dimensioni dell’azienda;
  • Condizioni del mercato in cui opera;
  • Dinamiche della relativa domanda;
  • Natura dei prodotti/servizi commercializzati;
  • Condizioni che normalmente caratterizzano l’offerta;
  • Tipologia della clientela.

Il principio dell’inerenza non potrà aiutarti a risparmiare sulle tasse rimanendo in Italia

Dunque, in definitiva, il principio dell’inerenza (scaricare le spese) non potrà aiutarti a risparmiare le tasse rimanendo in Italia. Questo perché per quanto tu possa sforzarti di applicare i suggerimenti di consulenti che ti dicono di applicarlo oltre i confini del legale (scaricare ad esempio al 100% anche le spese private e non solo quelle che sostieni per il tuo business) non esiste nulla di assolutamente incontestabile da parte dell’Amministrazione finanziaria.

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Ricorda: I costi per prestazioni di consulenza non sono deducibili dal reddito, così come l’IVA è indetraibile, nel caso in cui non si riesca a produrre documentazione che provi la connessione rispetto all’attività svolta: è un principio ribadito dalla Corte di Cassazione con sentenza 7214 del 10 aprile 2015 relativa alla deducibilità delle spese aziendali.

Come dire, a meno di falsificare l’intero impianto probatorio, se la spesa che sostieni non è davvero inerente al tuo business al 100%, il fisco ti sgamerà sempre.

Quindi possiamo dire che scaricare le spese personali per ridurre le tasse è un errore da evitare se non vuoi passare il resto dei tuoi giorni a pagare le cambiali delle multe che ti verranno recapitate direttamente in busta verde.

La vera soluzione per risparmiare sulle tasse è quella di affidarsi a sistemi fiscali più avanzati come quello inglese ad esempio dove non esistono regole così rigide in merito alla deducibilità dei costi di impresa e dove davvero il principio di inerenza è tale: la deducibilità piena di un costo aziendale è ammessa se quel costo è riconducibile ad un’attività di impresa. Portare un cliente ad una partita di calcio è deducibile e lo sarà sempre, nessuna menata sul fatto che sia una spesa di rappresentanza (parzialmente deducibile) o meno.