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Se Ti Preoccupi Solo di Aumentare il Fatturato lo Prendi nel Didietro

In questo report ti spiego perché preoccuparsi solo di aumentare il fatturato non permette alla tua azienda di crescere realmente, visto che più soldi entrano più sale l’aliquota e alla fine si dimostra un vero e proprio boomerang per la tua azienda.

fatturato aumentare

C’e’ chi ripete insistentemente che l’unica alternativa al fallimento della tua impresa sia l’aumento del fatturato. Alcuni esperti si sono concentrati nell’insegnarti a vendere di più e a vendere meglio. Ti insegnano come creare una rete vendita, come persuadere i clienti a comprare, come creare un funnell di vendita efficace, come realizzare sales letters. Apparentemente questa sembra effettivamente la strada più ovvia da seguire per assicurare il successo della tua azienda. Eppure per il Fisco italiano non è così. La prima cosa di cui devi davvero preoccuparti se vuoi emergere in Italia è proprio il Fisco.

Il fatturato è composto da una serie numerosissima di variabili e tra queste variabili  ci sono i costi. E tra i costi da considerare uno dei maggiormente temibili è quello delle tasse, dell’impatto fiscale.

Poniamo che tu sia un professionista, con la tua bella ditta individuale. Fortunatamente per te il legislatore fiscale italiano ti ha permesso per un po’ di usufruire di un regime agevolato per il quale paghi solo il 15% di Irpef fino ad un fatturato di euro 40.000 ad esempio.

Ci sei già arrivato da solo a questo punto … immagino.

Quest’anno fai il botto, ti sei giustamente concentrato sull’ aumentare il fatturato e l’hai fatto crescere, sei un mago, i miei complimenti davvero ma … e qui fai il botto … hai superato i 40.000 euro perdendo il regime agevolato.

Dal 15% forfettario passi alla determinazione analitica del reddito (ricavi – spese di business effettivamente sostenute) e sulla tua nuova base imponibile (ricavi – spese di business effettivamente sostenute) applichi le tue belle e nuove aliquote progressive Irpef previste dall’art. 11 del Tuir:

  1. a) fino a 15.000 euro, 23 per cento;
  2. b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 27 per cento;
  3. c) oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38 per cento;
  4. d) oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, 41 per cento;
  5. e) oltre 75.000 euro, 43 per cento.

Ti faccio un calcolo approssimativo in assenza di costi (so che non è corretto ma arriva comunque il mio messaggio) e superficiale ma che ti rende l’idea di quello che succederebbe

Ipotesi 1 – Guadagni 40.000 euro e sei nel forfettario. In questo caso diciamo che versi il 15% di 40.000 = 6.000

Ipotesi 2 – Guadagni 50.000 e perdi il forfettario. In questo caso versi un’imposta lorda di circa 15.000 euro

Ecco il confronto bello e pronto:

Guadagno Ipotesi 1: 40.000 – 6.000 = 34.000

Guadagno Ipotesi 2: 50.000 – 15.000 = 35.000

Di base ti pare poco ma di fatto ti sei fatto il culo così per aumentare il fatturato (utilizzando tutto il tuo tempo libero magari) e alla fine della fiera ci hai guadagnato 1.000 euro … be’, ne sarà valsa la pena ???

Non Basta Aumentare il Fatturato per Accrescere i Profitti

Fai attenzione però. Non ti sto dicendo di rimartene seduto con le mani in mano e il fatturato costante in tasca. Sarebbe follia per un imprenditore serio e con voglia di farcela come te.

La mia proposta è un’altra: valuta l’aspetto fiscale della cosa e pianifica bene la tua attività e la tua vita. Se invece ti preoccupi solo di aumentare il fatturato rischi poi di vedere il tuo sforzo completamente divorato dal fisco al momento di pagare le tasse. E questo vale soprattutto se sei un piccolo imprenditore che sta combattendo tutti i giorni la sua guerra personale con il successo.

5 paradisi fiscali video

So bene quanto può essere frustrante avere a che fare il fisco ovviamente, cosa significa combattere con gli studi di settore che non credono alla tua reale situazione finanziaria ed economica e cosa significhi discutere animatamente ed a lungo con il tuo commercialista perché preferisce osservare severamente le regole imposte dal fisco piuttosto che schierarsi seriamente al tuo fianco e mostrarsi pronto a fare il culo all’agenzia delle entrate ovemai dovesse bussare alla tua porta. Ma purtroppo questa è la realtà delle cose.

[amazon_link asins=’1983562858′ template=’ProductAd’ store=’fotiam-21′ marketplace=’IT’ link_id=’484b20ba-0a73-11e8-9a4d-4bb9a1e6576c’]Io stesso mi sono trovato di fronte a questo problema, da professionista. All’epoca esisteva un regime di tassazione che applicava il 10% di Irpef ai tuoi redditi fino ad un limite di 30.000 euro. Be’ come inizio non c’era male, inoltre il costo della vita era minimamente più sopportabile di oggi. Ricordo ancora quando il partner del grosso studio milanese per il quale lavoravo mi chiamo’ per darmi la notizia del considerevole aumento. Non potevo credere alle mie orecchie. Certo me li ero guadagnati con il sudore e con il sangue ma ricevere certe notizie in certi ambienti è davvero più unico che raro.

Ma tutta la mia gioia era destinata a scomparire. Apro il pc, metto su il mio schemino excel per calcolare il reddito al netto delle tasse e … puffffff … come per magia l’aumento era stato COMPLETAMENTE inghiottito dalle tasse … e si’, perché dal 10% di Irpef ero passato in un attimo ad una media di circa il 30% … certo sono sopravvissuto, ma quanta fatica e quanto soldi buttati in tasse … la sensazione è stata proprio quella di chi non cammina spalle al muro in ambiente di squali …

Ora io ti sto dando una grande opportunità, quella di non fare il mio stesso errore!

E allora non concentrarti unicamente sul fatturato e guardati attorno: al di la’ del confine italiano esistono opportunità che nemmeno immagini!

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L’ESPERTO: LUCA TAGLIALATELA
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