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Delocalizzazione e Offshoring per Riorganizzare un’Azienda

In questo report ti spiego perché la delocalizzazione e l’offshoring  sono una pratica molto salutare per riorganizzare un’azienda che sta crescendo velocemente.

delocalizzazione offshoring

Se non internazionalizzi la tua azienda potresti essere costretto a chiudere i battenti. Ti spiego perché la “delocalizzazione” e l’ “offshoring” (la costituzione di società all’estero) sono per te due importantissimi asset da valutare ed implementare il prima possibile senza “se” e senza “ma” per essere davvero competitivo sul mercato e non essere mangiato dai grossi gruppi multinazionali che ti rubano clienti tutti i giorni sotto il naso.

Ti mosterò perché non ti basterà più affidarti a consulenti e piccoli commercialisti che non masticano il diritto internazionale e ti assicurano che con loro risparmierai sulle tasse anche se resti solo in Italia, non è affatto così. Riorganizzare il Tuo Business traendone un vantaggio fiscale non è un gioco da ragazzi e non ci si affida al primo che ci offre un risparmio.

E’ una guerra globale quella che affronti ogni giorno. Si tratta di un conflitto di portata mondiale. Magari tu credi che perché i tuoi clienti sono solo italiani allora lo sono anche i tuoi competitor, magari solo le piccole aziendine del tuo stesso distretto che fanno prodotti ed offrono servizi similari. Ho una pessima notizia per te: mi sa che hai perso la bussola.

Lì fuori è una autentico delirio: i tuoi clienti sono forse analfabeti funzionali drogati di grande fratello e reality di ogni tipo, bombardati 24 ore su 24 da promozioni assurde sparate nell’etere da chi i soldi ce li ha o li investe per comprare spazi pubblicitari ovunque; i tuoi fornitori sono i generi di tuo cugino di terzo grado da parte di tua moglie e se ne fregano se sono in ritardo con le consegne, per non parlare della concorrenza … bè la concorrenza è un Drago a 7 teste che sputa fuoco e caca veleno, ma non si tratta di un Drago italiano, e no, si tratta di un fottuto dragone che parla tutte le lingue del mondo (probabilmente più il cinese che altro, comunque non è questo il punto).

Il punto è che in mezzo a questa guerra globale ci sei tu con la tua pistolina ad acqua che aspetti ancora il messia (un partito politico diverso, una rivoluzione che ammazzi tutti, il genio della lampada …) che ti salvi il culo. Pensi davvero di avere anche solo una possibilità di sopravvivere?

Forse Una Speranza C’è Ancora, Ma Devi Darti una Mossa

Forse ti è rimasta una possibilità, ma devi darti una mossa. La buona notizia è che l’avvento delle nuove tecnologie dell’informazione, l’incremento della competitività, la recessione che ha colpito l’economia mondiale negli ultimi anni, l’apertura di nuovi mercati e la conseguente necessità per le imprese di adeguarsi ai nuovi contesti sempre più internazionali hanno comportato profonde ristrutturazioni nei gruppi di imprese, ristrutturazioni che hanno portato a risultati prima impensabili.

Probabilmente, senza il “pepe al culo” che questi fenomeni globali ed economici hanno messo ad alcuni imprenditori prima solo locali, questi stessi imprenditori non avrebbero mai guardato oltre il confine della loro piccola realtà e non avrebbero mai fatturato i dannatissimi e sudatissimi milioni di euro che oggi fatturano.

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Delocalizzazione e Offshoring: Tutta la Verità

Sei curioso di sapere come tantissime imprese ad oggi sono competitive e macinano fatturati incredibili? Vuoi sapere come hanno riorganizzato il business traendone un vantaggio fiscale non da poco? Te lo dico subito, hanno unito alle loro strategie commerciali e di comunicazioni mediatiche le seguenti mosse fiscali:

La frammentazione della propria supply chain tramite la delocalizzazione del business
Uno spiccato orientamento all’ offshoring

Questo ha portato i seguenti vantaggi pressoché immediati:

  • Un costo del lavoro vantaggioso
  • Lavoratori qualificati e motivati
  • La forte flessibilità dei mercati del lavoro, meno regolamentati e protetti rispetto a quelli occidentali
  • La preesistenza di una base industriale
  • Pubblica amministrazione efficiente
  • Burocrazia snella

Ti faccio un esempio: “In Italia un’ora di lavoro costa mediamente a un’impresa 28,3 euro, meno della media dell’Eurozona (29 euro) ma più della media Ue (24,6 euro), che comprende Paesi molto meno cari per le imprese e dove quindi si tende a delocalizzare, come Bulgaria (3,8 euro per ora) o Romania (4,6 euro per ora)”. (Fonte: IlSole24Ore 2015).

Ma non guardare solo ai paesi dell’Est Europa, senza andare lontano infatti, ti basti sapere che la Svizzera con la delocalizzazione delle imprese italiane ci ha fatto un vera e propria fortuna spingendo tantissimo tramite marketing e progetti territoriali che favoriscono il trasferimento di imprese e imprenditori italiani e non.

Ora, questo è un fatto che non dipende dalle imprese ma dalla politica e non mi aspetto che le cose cambino di qui a breve purtroppo, altrimenti non saremmo nel casino in cui siamo!
Ma, al di là dei giudizi di valore che non interessano a nessuno quando si parla di business (e ci mancherebbe altro), fai molta attenzione, la riduzione del costo del lavoro non è per forza la sola motivazione che porta alla scelta di delocalizzare.

Esistono infatti due tipi di delocalizzazione che dipendono dalla motivazione alla base della loro rispettiva scelta:

  • esiste una delocalizzazione “produttiva”, che ha di fatto lo scopo di ridurre il costo del lavoro
  • e poi c’è una delocalizzazione “commerciale”, mediante la quale invece si aggrediscono nuovi mercati con lo scopo di aumentare le vendite e accrescere la propria quota di mercato.

La Politica Aziendale è Tutto Ma Attento a Non Scherzare con il Fuoco

La politica aziendale, l’insieme cioè delle scelte e delle direttive dei soci è fondamentale. Ciò vuol dire che non si può delocalizzare o costituire società all’estero (cd. offshoring) alla cazzo tanto per risparmiare sulle tasse … e no caro imprenditore, son finiti gli anni ‘80 (e pure i ‘90 ahimé) e questa è una cosa che mi ritrovo a spiegare tutti i giorni nelle centinaia di email che mi arrivano dai vari analfabeti funzionali che popolano il mondo e che pensano di essere il fratello di Sherlock Holmes (quello più furbo che il mondo non ha mai conosciuto …).

Se fai impresa, se vuoi espanderti sui mercati esteri (e lo devi fare), deve esserci corrispondenza tra politica commerciale e la pianificazione fiscale del tuo gruppo: la razionalizzazione della distribuzione del reddito imponibile prodotto dalle imprese appartenenti ad un gruppo multinazionale oggi si scontra con un fenomeno anti elusione importante che si chiama Transfer Pricing e che se sottovaluti ti fai male … e ti indebiti con l’Erario per le prossime 4 generazioni … non scherzare col fuoco!

A Cosa Devi Fare Attenzione Nel Processo di Delocalizzazione ed Offshoring

Se stai pensando di internazionalizzare tramite delocalizzazione ed offshoring (oppure se lo stai già facendo) è necessario che un tributarista esperto di internazionale (ancora meglio se ti affidi al migliore, cioè a me 🙂 si occupi dei seguenti aspetti prevenendo danni pazzeschi che non immagini neanche:

• definire insieme al management del tuo gruppo quali sono le politiche corrette e difendibili dei prezzi intra gruppo, garantendo così un allineamento della compliance fiscale alle pratiche commerciali del gruppo
• analisi preventiva dell’assetto organizzativo del gruppo (presente e futuro) che evidenzi le criticità fiscali derivanti dalla una molteplicità di società-Paese giuridicamente indipendenti ma di fatto gestite o coordinate da un unico soggetto economico (la società holding o controllante).

I processi di riorganizzazione del business, sono operazioni delicatissime che non devi prendere sotto gamba ma che comportano un risparmio di imposta considerevole.
Internazionalizzare, delocalizzando oppure con apertura di nuove filiali estere (cd. offshoring), significa combattere ad armi pari la tua guerra con il mercato e con la concorrenza, ma devi farlo il prima possibile.

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L’ESPERTO: LUCA TAGLIALATELA
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