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Come aprire una società offshore

In questo articolo vediamo nel dettaglio come aprire una società offshore, in quali paesi aprirla e a cosa bisogna stare attenti prima di aprirla.

creare una società offshore

Oggi andare offshore rappresenta una grande opportunità per tutti coloro che vogliono fare business ed abbattere la tassazione. Noi ci occupiamo di offrire consulenza e formazione agli imprenditori che vogliono fare questo passo importante.

  1. Cos’è una Società offshore
  2. Vantaggi e svantaggi nell’aprire una società offshore
  3. In quali giurisdizioni aprire una società offshore
  4. Chi può costituire una società offshore?
  5. Quanto costa una società offshore
  6. Conto corrente offshore: necessario per il corretto funzionamento della società
  7. Quando la società offshore è illegale?
  8. Forme societarie della società offshore
  9. Come procedere per aprire la società offshore
  10. I regimi fiscali da scegliere per la società offshore
  11. Obblighi normativi di una società offshore
  12. Cos’è il Transfer Pricing?

Cosa è una società Offshore?

Il significato letterale di società offshore è “società al largo”. È infatti una società aperta e registrata in un Paese estero, di solito un paese con una tassazione molto agevolata rispetto all’Italia. I paesi dove viene generalmente aperta la società offshore sono quelli anche definiti “Paradisi Fiscali”, dove la tassazione è bassa o inesistente.

A cosa serve questo tipo di società?

Un’attività di questo tipo è pensata per diminuire gli oneri fiscali trasferendo il centro delle proprie operazioni in altri Paesi con tassazioni meno rigide.

Non è necessario avere una sede fissa, basterà scegliere lo Stato più in linea con le proprie esigenze di mercato. I tipi più comuni di società offshore sono a responsabilità limitata ed avvengono con società commerciali internazionali.

Oltre alle tasse basse ed alla scarsa burocrazia, è possibile ottenere una grande riservatezza sulle attività finanziarie che si svolgono in alcuni paradisi fiscali.

Tuttavia tali paesi sono sempre più rari a causa delle normative restrittive varate dai paesi OCSE che puniscono il segreto bancario e incoraggiano lo scambio di informazioni

Altre giurisdizioni invece offrono una bassa tassazione ma nessuna riservatezza. In breve, la scelta della giurisdizione dipende dal tipo di operazioni che intendi svolgere.

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Vantaggi e svantaggi nell’aprire una società offshore

Non necessariamente aprire una società offshore comporta dei vantaggi. Dipende veramente da numerosi fattori

I vantaggi

I pro di una società off shore sono molteplici:

  • Meno tasse. Le società offshore vengono generalmente aperte in giurisdizioni con tassazioni molto basse
  • Burocrazia flessibile e semplice. Non tutti i paesi con bassa tassazione hanno una burocrazia flessibile, ma la maggioranza di tali paesi sono piccoli e hanno un apparato burocratico meno farraginoso di quello italiano.
  • Riservatezza. Alcuni paradisi fiscali offrono ampia riservatezza (sempre meno) alle aziende registrate nel loro territorio, assicurano l’anonimato per qualsiasi operazione, compresa l’apertura del conto corrente. Le leggi locali infine, tutelano il segreto bancario (pochi sono i paesi rimasti con questa peculiarità);

Ecco gli svantaggi:

Tuttavia non mancano gli svantaggi, è compito dell’imprenditore valutare se questi non siano troppo pesanti:

  • Difficoltà nei rapporti con aziende italiane. Se la tua società deve collaborare con aziende italiane, queste potrebbero non essere disposte. La legge italiane infatti impone delle regole molto disincentivante alle aziende che collaborano con società offshore.
  • Costi non irrisori. I paesi dove aprire società offshore, sanno benissimo di essere molto appetibili e quindi l’apertura di una società offshore a volte non è molto economica, specialmente in Europa. I costi possono variare da qualche centinaio a qualche migliaio di euro a seconda della giurisdizione.
  • Generale diffidenza da parte di operatori onshore quali banche, amministrazione pubblica, altre società, amministrazione tributaria. Per esempio i tuoi clienti potrebbero avere problemi a scaricare le ricevute degli acquisti fatti da te se l’amministrazione tributaria si insospettisse, oppure potrebbero non aprirti un conto corrente se vedono che la società è costituita in un paese offshore classico.

In quali giurisdizioni aprire una società offshore

Bahamas

Le Bahamas offrono sia vantaggi fiscali che riservatezza. La forma societaria classica si chiama IBC ed è una struttura aziendale flessibile che può essere utilizzata per una varietà di scopi, tra cui la protezione patrimoniale, la pianificazione patrimoniale o la riduzione delle imposte. La società è esente da tutte le imposte locali e può essere costituita da un solo azionista, nominando un amministratore.

Belize

Il Belize è un paradiso fiscale in cui non si applica alcuna imposta sul reddito delle società. Le società sono inoltre esenti dall’imposta di bollo, dalle imposte sulle plusvalenze e dalle ritenute alla fonte sui dividendi. Gli imprenditori stranieri sono benvenuti e beneficiano di una serie di vantaggi, tuttavia, non possono detenere proprietà o svolgere attività commerciali in Belize. Il Belize IBC (International Business Company) è facile da installare e non è richiesto un capitale minimo.

Isole Vergini Britanniche

Le Isole Vergini britanniche sono una destinazione offshore molto affidabile. La BVI Business Company è la forma societaria più diffusa. Può essere incorporata semplicemente con un amministratore e un azionista. Le azioni al portatore sono consentite. Tuttavia c’è una restrizione al possesso di proprietà immobiliari o commerciali all’interno delle Isole.

Isole Cayman

Un’altra destinazione ideale per fondare un hedge fund offshore o una società offshore sono le Isole Cayman. Hanno una tassazione bassissima e offrono una vasta gamma di opzioni bancarie per gli investitori grazie a un gran numero di banche private. Non vi è alcuna imposta sul reddito delle società. La società è tenuta a presentare un bilancio annuale.

Cipro

Cipro ha un’economia in crescita, il che rende il paese una destinazione sempre più attraente per fondare una società offshore. La sua posizione geografica è una dei vantaggi più importanti del paese: consente agli investitori di accedere ai mercati europei, africani e asiatici. Sebbene non sia un paradiso fiscale, come altre giurisdizioni presenti in questo elenco, ha comunque una delle più basse aliquote dell’Unione Europea.

Repubblica dominicana

Una giurisdizione che non ha controlli sui cambi e nessuna tassa locale per le società, inclusa l’imposta di bollo. Non è necessario divulgare le identità degli amministratori e degli azionisti della società, consentendo così il massimo livello di anonimato. Non ci sono requisiti per tenere le assemblee generali annuali e gli obblighi di segnalazione sono minimi. L’International Business Company è la forma societaria utilizzata appositamente per commercio internazionale, investimenti e  pianificazione fiscale.

Hong Kong

Hong Kong è uno dei centri finanziari mondiali più importanti. E’ inoltre un’attraente giurisdizione che possiede un sistema bancario stabile ed efficiente e un ambiente commerciale internazionale che accoglie gli investitori stranieri. Hong Kong ha una bassa aliquota d’imposta sul reddito delle società e ha firmato una serie di trattati sulla doppia imposizione. La costituzione di una società a Hong Kong è un processo semplice e non esiste un requisito obbligatorio per un capitale azionario minimo. La forma societaria è società a responsabilità limitata.

Panama

Panama era già un paradiso fiscale consolidato prima dei Panama Papers e continua ad essere una giurisdizione che offre un regime imprenditoriale interessante. La valuta è il dollaro USA, un vantaggio per gli investitori americani. Gli investitori godono di un elevato livello di sicurezza e riservatezza bancaria. La costituzione della società a Panama è un processo molto semplice.

Seychelles

La International Business Company è il tipo di società usata per operazioni offshore e offre livelli di privacy convenienti per gli investitori, nonché bassi requisiti di gestione. Non vi è alcuna imposta sul reddito d’impresa, sulla plusvalenza, sulle donazioni o sul valore aggiunto. Gli investitori non sono tenuti a rivelare la propria identità e non è necessario sottoscrivere un capitale minimo al momento della costituzione. L’intero processo di formazione aziendale può durare indicativamente da uno a due giorni.

Singapore

Singapore è sempre stata in competizione con Hong Kong per il primato di centro finanziario asiatico. Singapore è una città-stato che offre condizioni molto convenienti ed è per questo che è una destinazione preferita per molti investitori internazionali. Una bassa aliquota dell’imposta sulle società, così come iter burocratici semplificati, sono tra i principali motivi per scegliere Singapore per la costituzione di società offshore.

Chi può costituire una società offshore?

La società offshore può essere costituita da chiunque. L’importante è dichiarare le proprie quote azionarie allo Stato italiano e non usarla solo per risparmiare fiscalmente. La società deve vendere sui mercati internazionali e non essere una mera società di comodo.

Inoltre se sei residente in italia puoi essere l’azionista di una società offshore, ma non esserne l’amministratore.

Viceversa se non sei residente in italia le possibilità di usare una società offshore sono molto più ampie e il risparmio fiscale anche maggiore.

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Quanto costa una società offshore

Dipende, vanno dai 400 euro fino ai 5000 euro. Dipende dalla giurisdizione in cui decidi di incorporare la società, per esempio a Malta è più costosa perché è paese membro dell’Unione Europea quindi offre moltissimi vantaggi a chi possiede il proprio mercato in Europa.

Ancora una volta, tutto dipende da cosa si intende fare. Se si vuole vendere in Europa, Cipro e Malta sono la soluzione più indicata, se serve solo una società di comodo puoi aprirla alle Seychelles o alle Mauritius per poche centinaia di euro.

Quindi i costi variano a seconda della giurisdizione in cui si decide di costituirla. Anche i costi annuali possono variare, infatti in giurisdizioni come il Delaware, dove non si deve presentare bilancio, i costi di gestione sono pari a zero.

Conto corrente offshore: necessario per il corretto funzionamento della società

Non basta aprire una società offshore per operare. Tale società ha bisogno di un conto corrente per essere effettiva e operativa (per vendere e fare acquisti). E’ proprio a questo stadio che la maggioranza delle società si intoppa. Infatti sebbene sia facile aprire una società offshore è invece molto complicato aprire un conto corrente offshore.

La causa di ciò è riconducibile al fenomeno del “Great Unbanking”, generato dall’offensiva dei paesi OCSE contro il riciclaggio di denaro sporco e l’evasione fiscale. Queste norme hanno reso veramente complicato aprire un conto corrente aziendale.

Le norme OCSE e il Great Unbanking

Il “Great Unbanking” è quel fenomeno, definito così dal The Economist, che consiste nella chiusura di migliaia di conti correnti da parte delle banche per paura di subire onerosi sanzioni antiriciclaggio.

Non vengono solo chiusi conti correnti, le banche rifiutano di aprirne di nuovi. Basta che la tua situazione sia di poco differente dall’ordinario e puoi trovarti tutte le porte chiuse.

Il The Economist denuncia questa situazione che impedisce alle aziende oneste e associazioni caritatevoli di aprire conti correnti.

Di questo fenomeno è consapevole anche l’OCSE, che si sta finalmente preoccupando. Hanno esagerato con le norme antiriciclaggio e antievasione. L’effetto di questa repressione è che le banche si rifiutano di aprire conti correnti.

Purtroppo però, fino a d ora, non hanno fatto nulla per invertire l’unbanking. Stanno uccidendo l’economia reale favorendo invece l’economia illegale che già conosce i modi per evitare le norme.

La cosa più sorprendente è che migliaia di aziende oneste sono state penalizzate. Se hai una società offshore le banche drizzano i capelli e ti chiudono tutte le porte in faccia, anche se è tutto legale.

Nel dubbio preferiscono non rischiare.

Per fare fronte a questi problemi è stato creato un corso apposito per risolvere anche questo problema: Flag Strategy – Sfrutta la Globalizzazione per Azzerare le Tasse

Quando la società offshore è illegale?

Le società offshore non sono illegali e sono contemplate nel diritto internazionale e in quello italiano. Quello che potrebbe renderle illegali è il loro utilizzo ai fini elusivi, primo tra tutti quello di non pagare le imposte allo Stato Italiano o averne una riduzione indebita attraverso movimenti contabili poco chiari.

Se si risiede in Italia, la società offshore non dovrebbe essere usata con il solo scopo di abbattere la tassazione. Dovrebbe invece avere un senso più ampio come per esempio la gestione di una società che vende su diversi mercati. Altrimenti si ricade facilmente nel reato di esterovestizione. E’ importante quindi che si operi dal paese dove viene costituita la società. E’ per questo che viene nominato un amministratore locale.

Quello che non si deve assolutamente fare è utilizzare tale società operando dall’Italia o sfruttarla soltanto per emettere fatture di comodo.

In senso stretto, la società offshore è illegale quando continui a risiedere in Italia e non dichiari le tue quote azionarie alle autorità italiane. Oppure se sei residente in italia e al contempo sei amministratore della società offshore.

Forme societarie della società offshore

Ogni paradiso fiscale offre forme societarie ad hoc, che, seppur diverse nella denominazione, sono sottoposte a regole grosso modo simili: possibilità di emettere azioni al portatore, custodire documenti societari e contabili in totale o parziale privacy, ecc. Se deciderai di aprire una società offshore, quasi probabilmente dovrai scegliere una delle seguenti forme societarie.

Le denominazioni sono molto diverse:

IBC (International Business Company) presente nelle Anguille, Belize, Marshall Islands, Seychelles, Bahamas e Dubai.

LLC (Limited Liabilities Company) presente nel Delaware, Belize, Cayman Islands, Marshall Islands, Paesi Bassi e St Kittis and Nevis.

BC (Business Company) presente nelle British Virgin islands e Vanuatu.

Private Limited presente a Cipro, a Malta e nel Regno Unito.

S.A.R.L. presente in Lussemburgo.

IC (International Companies) presente a Samoa.

Come procedere per aprire la società offshore

Ci sono moltissimi siti web che aprono società offshore a prezzi irrisori. Noi abbiamo una partnership con un’agenzia molto seria di Singapore che offre apertura di società e conti correnti a prezzi molto competitivi e al contempo garantisce una ottima qualità.

Costi

I costi di una società offshore possono andare dai 300 euro di una LLP inglese fino ai 5000 euro di una società in Liechtenstein. Ciò non vuol dire che convenga aprire una società inglese invece di una sull’isola di Samoa (600 euro) o di St.Kitts and Nevis (800 euro). Non è il prezzo che conta ma l’uso che devi farne, il settore in cui operi e il mercato di riferimento.

Esistono migliaia di imprenditori che hanno aperto delle società senza criterio e adesso si ritrovano con un pugno di mosche in mano e una società completamente inutile che non possono adoperare. Quindi non farti ingannare dai costi irrisori, fai prima le tue ricerche oppure affidati ad un consulente.

Tempistiche

Può essere tranquillamente fatto in 2 giorni lavorativi a patto che tu fornisca tutte le informazioni necessarie e la documentazione relativa. Però realisticamente bisogna considerare almeno una settimana visto che non tutto va liscio come l’olio. Qualcosa può andare storto come un documento poco leggibile, un nome societario già esistente nei registri nazionali e via dicendo. Quindi “mantieniti largo” con i tempi, non bastano affatto 2 giorni come dicono tutti i consulenti che aprono società.

I regimi fiscali da scegliere per la società offshore

Quando decidi di aprire una società offshore devi prendere in considerazione il tipo di tassazione che ti fa più comodo. Ci sono due tipi di tassazioni nel mondo, quella territoriale e quella worldwide. Vediamone la differenza.

Regime fiscale territoriale

Con la tassazione territoriale si pagano le imposte soltanto sui profitti generati sul territorio di residenza. Oppure sui redditi generati all’estero ma riportati sul territorio di residenza. Viceversa tutti i profitti fatti all’estero non vengono tassati.

E’ un principio di tassazione diverso dai paesi che adottano un regime worldwide.

Il vantaggio del regime fiscale territoriale è che le persone fisiche e le società sono tassate solo per i redditi percepiti all’interno dei confini nazionali. Malta, Georgia, Libano, Thailandia, Paraguay posseggono questo particolare tipo di regime fiscale.

Regime fiscale worldwide

Il regime worldwide, a differenza di quello territoriale, impone ai residenti di pagare le imposte sui redditi percepiti sia sul territorio nazionale che all’estero. L’Italia ha un regime worldwide, ma ci sono molti paradisi fiscali che hanno questo tipo di regime fiscale.

Andorra per esempio applica una tassazione worldwide, ma l’aliquota è solo del 10% per cui è fortemente vantaggiosa. Ci sono molti paesi con tassazione worldwide che offrono enormi vantaggi per chi vuole incorporare una società offshore: Samoa, Isola di Man, Irlanda…

Una lista di paesi divisi per regime fiscale.

Obblighi normativi di una società offshore

Normalmente le società offshore hanno un grande vantaggio oltre alla bassa tassazione: gli obblighi normativi e tributari sono pressoché nulli. Infatti nella maggior parte delle giurisdizioni che vengono definite “paradisi fiscali” non è necessario presentare un bilancio.

Inoltre c’è una tassazione più flessibile e non esiste un complicato apparato burocratico che risponde solo a se stesso, come in Italia. Si tratta di paesi di piccole dimensioni con uffici composti da poche persone. Non c’è una repressione finanziaria diffusa e il loro atteggiamento non è inquisitorio. Ciò rende l’attività economica più semplice.

Cos’è il Transfer Pricing?

Il transfer pricing avviene quando due società facenti parte dello stesso gruppo commerciano tra di loro. Per esempio, quando la filiale statunitense di Coca-Cola acquista qualcosa dalla filiale francese di Coca-Cola e le due parti stabiliscono un prezzo per la transazione avviene il transfer pricing

Il transfer pricing non è, di per sé, illegale o necessariamente abusivo. Ciò che è illegale o abusivo è l’alterazione a fini elusivi dei prezzi di scambio.

Quando due società collegate commerciano tra loro, potrebbero voler distorcere artificialmente il prezzo della transazione, per ridurre al minimo il carico fiscale. Con questo strumento si può spostare la maggior parte del profitto sulla società registrata in un paradiso fiscale, in questo modo l’imposta sui profitti è quasi nulla.

Facciamo un esempio concreto:

La Rossi LTDA (società brasiliana) coltiva papaya in Brasile, la raccoglie e la trasporta in Italia dove vende il prodotto finito tramite una società italiana, la Rossi SRL.

Per abbattere la tassazione decide di applicare il transfer pricing creando una società alle Cayman, la Rossi LLC. A questo punto la Rossi  LTDA (brasiliana) vende la papaya a un prezzo bassissimo alla Rossi LLC (Cayman) per ridurre i profitti della società brasiliana e quindi farle pagare meno imposte in Brasile.

Dopodiché la Rossi LLC (Cayman) vende la papaya a un prezzo molto alto alla Rossi SRL (italiana) per fare scaricare i costi alla società italiana e quindi ridurre le imposte.

L’unica società che realizza profitti altissimi è la società incorporata alle Cayman, la Rossi LLC, dove l’imposta sul reddito di impresa è dello zero per cento.

Conclusione

Come puoi vedere, aprire una società offshore è un’attività complessa, che richiede il supporto di un esperto che ti segua durante tutto il processo. E’ molto facile cadere nel reato di esterovestizione o di elusione fiscale. Prima di aprire la tua società all’estero ti consigliamo di leggere il nostro ebook: Andare Offshore

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