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Il Trust è una Truffa ai Tuoi Danni [Tutta la Verità]

In questo report capirai perché il Trust è di fatto una truffa mortale ai tuoi danni messa in pratica da consulenti farlocchi. Infatti non solo ti fanno pagare cifre elevate, ma ti costruiscono una scatola che non ti protegge da un bel niente.

trust truffa danni

Oggi è sempre più complicato difendere il proprio patrimonio. Ci sono coniugi disposti a tutto pur di dilapidare il tuo patrimonio, russe compiacenti che cercano di sposarti per lasciarti in mutande, clienti che non hanno alcuna remora a denunciarti.

Ma soprattutto il principale nemico dei tuoi risparmi è lo Stato, che in una condizione di estrema difficoltà delle casse pubbliche cerca di varare patrimoniali e prelievi forzosi sui conti correnti dei poveri cittadini che risparmiano dopo una vita di lavoro e sacrifici.

Per questo motivo molte persone fanno ricorso al Trust, un contratto che è molto in uso nei paesi di “common law” (principalmente i paesi anglofoni).

Ma vediamo di capire in che modo tale strumento protegge il tuo patrimonio e quali sono invece i suoi difetti (Capirai perché è spesso una truffa ai tuoi danni).

Cominciamo col dire che c’è molta confusione e questa confusione si traduce spesso in errori che fanno perdere enormi somme di capitale ai poveri malcapitati. Ci sono consulenti farlocchi che attirano i malcapitati (spesso imprenditori) con siti accattivanti e promesse irrealistiche. Sostengono che con pochi euro ti mettono al riparo il patrimonio da qualsiasi evenienza. Questa si chiama truffa!

Mi viene da ridere quando sento queste cose!

Chi lo ha detto che il Trust è uno strumento sicuro? E soprattutto chi ti ha detto che serve per proteggere il patrimonio? In questo report capirai cosa puoi realmente fare con un Trust e perché spesso si rivela solo una trappola mortale anziché una salvezza.

Il Trust è un “contenitore giuridico” dove tu metti parte dei tuoi beni che non diventano più tuoi! In pratica tu ti spossessi di tali beni. Perché uno dovrebbe spossessarsi di tali beni lo vedremo dopo. Per ora concentriamoci sul suo funzionamento.

In pratica dopo che hai messo parte dei tuoi beni in questo contenitore giuridico, separato da te, devi intestare tale strumento a una persona che diventa il cd. Trustee, ovvero una persona di tua fiducia nominata per gestire tali beni attenendosi alle direttive che tu avrai messo per iscritto al momento della costituzione.

Quindi il Trust è quello che viene definito un fenomeno gestorio perché tu (il disponente) metti parte del tuo patrimonio in tale scatola giuridica e stabilisci un programma da seguire. Dopodiché affidi ad un’altra persona il compito di realizzare tale programma.

Ma che cosa deve fare il Trustee con questo patrimonio? Qual è il programma da seguire?

In genere il Trust viene usato vantaggio di soggetti definiti beneficiari, ma può essere usato anche per scopi caritatevoli o senza scopo di lucro, alla stregua di una fondazione.

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Un esempio concreto di Trust: sei un vecchio pensionato con una amante giovane. Prima di morire vuoi lasciare in eredità a questa amante un’ appartamento, ma sai che dopo la tua morte i tuoi legittimi eredi (moglie, figli) potrebbero appellarsi in un tribunale e affermare che la giovane amante avrebbe approfittato della tua demenza senile per farsi intestare l’appartamento in questione. A quel punto per tutelare l’amante decidi di creare un Trust e di affidare al Trustee l’appartamento.

In questo modo nessuno può rivalersi nei confronti di un bene che non è più tuo! Lo stesso si può fare con un figlio illegittimo e via dicendo.

Un caso più complesso di Trust è quando il Trustee (l’amministratore) deve perseguire dei progetti filantropici: assegnare borse di studio, ecc. Esso dovrà attenersi alle direttive messe per iscritto dal disponente.

Ma alla maggior parte delle persone non interessano questi aspetti. Loro vogliono risparmiare sulle tasse. Ma il Trust funziona per questo scopo? E’ in grado di proteggere il tuo patrimonio da Stato e creditori?

Il Trust per proteggere i tuoi beni dai creditori

L’utilizzo più famoso del Trust è quello di creare questa scatola giuridica per proteggere il proprio patrimonio da eventuali creditori e dalle tasse.

Infatti, teoricamente, nel momento in cui tali beni non sono più nella tua disponibilità nessuno può venire a reclamarli anche se hai un debito di 10 milioni di euro. Nessuna amministrazione finanziaria, teoricamente, potrebbe venire a pignorare dei beni che non sono più nella tua disponibilità.

E’ con questa scusa che i consulenti farlocchi d’oltralpe cercano di vendere questi Trust.

Ma la verità è ben diversa.

Infatti c’è un problema: secondo la dottrina italiana “i trust istituiti e gestiti al fine di realizzare una mera interposizione nel possesso dei beni e dei relativi redditi, non sono considerati validamente operanti” (Commissione tributaria di primo grado di Trento – sentenza n. 88 del 26 maggio 2017)

Ma che cavolo vuol dire? Significa che se realizzi un Trust con il mero obiettivo di abbattere la tassazione spossessandoti fittiziamente dei tuoi beni allora il Trust non è valido. Il Trust deve servire le finalità previste, non può essere usato per evadere le tasse.

Come fa l’Amministrazione tributaria o i creditori a rendersi conto che il tuo Trust è fittizio?

Quando i creditori si trovano di fronte a un Trust creato da un consulente e non possono procedere per pignorare i tuoi beni restano con la bocca asciutta. Ma ovviamente la prima cosa che gli consiglierà il loro avvocato è di verificare se il Trust non ha qualche difetto formale ed è qui che si apre il vaso di Pandora ed escono fuori tutte le cazzate che ti ha raccontato il tuo consulente farlocco.

Tutte le cazzate che ti hanno detto i consulenti farlocchi sul Trust

In Italia i Trust si possono fare (Convenzione dell’Aja del 18 luglio 1985) e qualsiasi giudice italiano è costretto a riconoscere e rispettare la validità del Trust, anche controvoglia.

Ovviamente perché il tribunale italiano rispetti il Trust come entità giuridica valida è necessario che il Trust rispetti i canoni per cui è stato ideato. Ci deve essere un disponente, un Trustee e un beneficiario. E questi tre dovrebbero essere tendezialmente tre persone distinte.

Che cosa succede se il Trustee (amministratore del Trust) non esercita in piena autonomia il proprio potere sui beni affidatigli?

Facciamo un esempio concreto: se il Trustee riceve ordini telefonici dal disponente si può considerare il trust valido? In un caso del genere si dirà che il Trust è fittizio (cd. interposizione fittizia) perché viene meno il principio secondo cui il disponente si separa da tali beni. Se il disponente continua a disporre dei suoi beni, sebbene attraverso il Trustee, non c’è Trust valido. E’ una truffa!

Proprio nel 2017 la Commissione tributaria di primo grado di Trento (sentenza n. 88 del 26 maggio 2017) ha rigettato il ricorso del contribuente (signor T) e accolto la tesi prospettata dall’Amministrazione finanziaria.

L’Amministrazione finanziaria contestava appunto l’interposizione fittizia. Nel caso in questione il disponente e il trustee coincidevano perfettamente (il disponente aveva nominato se stesso come Trustee).

Il caso precedente è probabilmente estremo, ma il principio resta valido: se il disponente in qualsiasi maniera mantiene il controllo sul patrimonio conferito al Trust (non c’è l’effettivo spossessamento dei beni conferiti) si può contestare la liceità del Trust che diventa attaccabile da chiunque.

In dottrina, infatti, è stato affermato che “sotto il profilo fiscale, i trust istituiti e gestiti al fine di realizzare una mera interposizione nel possesso dei beni e dei relativi redditi, non sono considerati validamente operanti; è il caso, ad esempio, dei trust nei quali l’attività del trustee, sotto il profilo sostanziale, risulti soggetta alle istruzioni vincolanti riconducibili al disponente o ai beneficiari, che di fatto così mantengono l’effettiva disponibilità del patrimonio conferito nel trust. Elemento essenziale del trust, pertanto, è (i) la perdita del potere di gestire i beni in trust da parte del disponente e (ii) la contestuale assunzione del corrispondente potere/dovere del trustee di amministrare e disporre dei beni a lui effettivamente affidati. In tale ambito non è esclusa la possibilità che il disponente riservi a se stesso alcune facoltà, esse però non devono essere tali da precludere al trustee il potere di gestire i beni che costituiscono il patrimonio conferito in trust.”.

L’unica alternativa è spossessarsi effettivamente dei tuoi beni, ma in quel caso è meglio pagare le imposte piuttosto che perdere tutto il tuo patrimonio.

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Il Trust è una Truffa nei tuoi confronti

Sebbene il consulente di turno cerchi di venderti il Trust sappi che questo non ti proteggerà dalla rivalsa dei creditori se il tuo obiettivo è quello di avere un risparmio fiscale. Per quanto tu possa essere bravo a combinare la cosa, qualsiasi tribunale ci mette poco a capire che stai violando la legge.

Il modo migliore per proteggere il proprio patrimonio resta sempre quello delle vie legali e trasparenti. Sono quelle le uniche strade che ti mettono al riparo di tutto. E in questo senso il trust è sicuramente una strada percorribile ma pericolosa se non fai attenzione, ma ce ne sono altre, perfettamente disciplinate dalla legge italiana e completamente alla luce del sole.

Ne parleremo ancora nel blog ma per il momento è fondamentale che tu impari a non farti fregare dal primo che ti promette mari e monti, soprattutto sè questa persona non vive in Italia o ti offre l’aiuto dei suoi consulenti non italiani.