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I Vantaggi Fiscali di Aprire una Limited Company (LTD)

In questo report ti spiego quali sono i vantaggi fiscali di aprire una Limited Company (LTD) all’estero. In particolare, ti svelerò un piccolo grande segreto che i gruppi multinazionali utilizzano da sempre per abbattere il loro carico fiscale effettivo e ridurlo a ben misera cosa.

Limited company

Diciamo la verità, aprire una Limited Company e’ il sogno proibito di tanti, forse di tutti coloro che hanno un business autonomo, e non parlo solo degli italiani. Per Limited Company si intende una società di diritto inglese (anche se si ritrova anche in altre giurisdizioni come Australia, Canada, USA, ecc.) in cui la responsabilità dei soci e’ limitata a ciò che essi hanno investito nella società.

Può essere privata (Private Limited Company) o pubblica (Public Limited Company). Ciò che conta e’ che, essendo una società di diritto straniero, e’ soggetta alle imposte del paese dove la apri (tipicamente il Regno Unito) e quindi con un grosso vantaggio se paragonata alla tassazione sulle imprese italiane.

Come tutti i miei fan e lettori del mio blog, anche tu saprai che se sei residente fiscalmente in Italia ed il tuo unico scopo e’ quello di aprire una LTD per svolgere comodamente il tuo business da casa tua in Italia allora e’ meglio che lasci perdere. Staresti commettendo un illecito in quanto la residenza fiscale effettiva della LTD sarebbe da ritenersi anch’essa italiana e, di conseguenza, le tasse andrebbero comunque pagate in Italia al tasso italiano.

Ma questa e’ un’altra storia. Sì perché quello che voglio regalarti oggi e’ un esempio concreto di come si utilizza una LTD in un gruppo aziendale internazionale per risparmiare sulle tasse. Si tratta di “fatti realmente accaduti” ed ogni “riferimento a persone o cose NON e’ puramente casuale” … per cui apri bene gli occhi mentre leggi.

Un caso reale

Funziona cosi’. Un gruppo societario americano (sappi che l’America e’ un po’ la mamma di tutte le grosse pianificazioni fiscali internazionali) piazza la sua bella holding (società a capo di tutto il gruppo) in America. A questo fa seguire l’apertura di un quartier generale (in gergo si chiama Principal) bello cazzuto in Regno Unito (di solito a Londra sotto forma appunto di LTD) e, per concludere, si apre tante tante imprese consociate in Europa, diciamo una per ogni paese compresa l’Italia.

Non ti sembra un meccanismo per risparmiare sulle imposte? Mi stai dando forse del bugiardo? 🙂 Ti assicuro che si tratta di una delle tecniche maggiormente osteggiate dall’OCSE in ambito internazionale negli ultimi anni. Il caso di cui ti sto parlando e’ accaduto in Italia nel 2013.

Ok ok, Rivediamolo al rallentatore 😉

limited company structure

Il Principal (quartier generale) e’ stato aperto in UK, un Paese con un livello di tassazione medio-basso e con particolari agevolazioni fiscali, dove quindi il gruppo aziendale tenta di dichiarare il maggior reddito prodotto

Nel resto d’Europa sono state invece aperte società consociate (detenute dal Principal) le quali sono state formalmente qualificate come ‘agenti’ (che dovrebbero quindi limitarsi a rappresentare il gruppo aziendale come meri intermediari nei rispettivi paesi dove sono localizzati).

Ma, attenzione, qui c’e’ il trucco. Di fatto, queste società non sono agenti ma si tratta di veri e propri siti produttivi e distributori localizzati in Stati come l’Italia dove la tassazione è più alta e dove l’unica cosa che il gruppo andrà a dichiarare e’ la ‘provvigione’ per il servizio prestato dall’agente … e non il reddito effettivamente ivi prodotto.

In questo modo, si riesce ad occultare utili fino al 50% … un bel risparmio non credi?

Rapporti tra Limited Company e SRL italiana

Proviamo ad entrare ancor di più nel dettaglio dell’operazione. Odio quando i miei clienti non capiscono perché i termini sono troppo tecnici. E allora voglio darti altri importantissimi dettagli. Facciamo conto che il gruppo americano che stiamo esaminando produca e commerci prodotti come fazzoletti, carta igienica e pannolini ad esempio. Il gruppo, per ottenere il desiderato risparmio fiscale, organizza le sue funzioni produttive e commerciali nel seguente modo:

A. La società inglese (LTD):

(i) acquista le materie prime da fornitori terzi per poi
(ii) affidarne la trasformazione in prodotti finiti alla consociata italiana (una Srl di solito) che, di solito, e’ proprietaria di alcuni stabilimenti produttivi;
(iii)Infine, la LTD vende i prodotti finiti ai clienti finali italiani ma lo fa per il tramite della Srl italiana che funge sia da “commissionaria” alla vendita, sia da distributrice effettiva dei prodotti (si occupa cioé effettivamente del trasporto di tutti i prodotti verso clienti finali in Italia)

B. La società italiana (Srl), al contempo percepisce i seguenti compensi:

(i) Primo compenso per l’attività di “trasformazione” delle materie prime in prodotti finiti (es. la carta in carta igienica)
(ii) Secondo compenso per l’attività di intermediazione nella vendita e nel trasporto dei prodotti che, formalmente, fai attenzione, appartengono però alla Limited Company inglese.

Questa suddivisione delle attività produttive e commerciali non è affatto casuale. Da questa organizzazione, infatti, deriva la distribuzione vera e propria degli utili all’interno del gruppo che vengono così slittati dall’Italia (corporate tax rate 32%) all’Inghilterra (corporate tax rate: 19%).

La Srl italiana guadagna tramite le attività di trasformazione delle materie prime in prodotti finiti e dalla intermediazione nella vendita e nel trasporto dei prodotti finiti agli utenti finali, mentre la Limited Company guadagna dalle vendite dei prodotti in quanto formalmente proprietaria degli stessi.

Ma ecco che interviene in scivolata l’Agenzia delle Entrate, la quale un giorno si reca dalla Srl e inizia a contestarle il conto economico degli ultimi 10 anni. Secondo gli Agenti del fisco, la Srl italiana deve aggiungere ai ricavi del proprio conto economico l’utile legato a tutte le attivita’ produttive e commerciali “effettivamente” svolte (e non solo “formalmente’ come scritto nei contratti intercompany del gruppo).

5 paradisi fiscali video

Dunque, la Srl deve aggiungere ai compensi ricevuti per la trasformazione e l’intermediazione nella vendita anche gli utili derivanti dalla vendita stessa dei prodotti in quanto fabbricati, stoccati e trasportati dalla Srl (e non dalla Limited Company). In queste cose la forma conta quanto il 2 di picche … la sostanza fa tutta la differenza del mondo! E per differenza intendo milioni di euro … non bruscolotti!

Il punto fondamentale cui voglio richiamare la tua attenzione è il seguente: questa pratica ha funzionato per decenni ed alcuni gruppi oggi la praticano ancora. I rischi di contestazione sono destinati però ad aumentare sempre di più.

Con l’attenzione che oggi le Amministrazioni fiscali dedicano alla formazione dei prezzi infragruppo ogni singola società dovrà sempre di più commisurare i suoi ricavi alle effettive funzioni che svolge ed ai correlati che supporta. Diversamente si incorre in contestazioni, non ci sono santi.

Dunque, se la tua impresa funge da agente per un gruppo straniero stai allerta e fai in modo che le tue politiche commerciali (ed i relativi contratti) rispecchino la realtà dei fatti.